pietre sintetiche

Il taglio delle pietre sintetiche

In genere nelle pietre sintetiche, essendo il grezzo privo di fratture, difetti e inclusioni, si possono ricavare pietre più grandi e con gli effetti desiderati.
Il corindone naturale o sintetico viene lucidato con un disco di rame e polvere o pasta di diamante a grana 1/2 micron con olio vegetale o kerosene. La grana diamante può essere anche più sottile.

Il rutilo sintetico, è comparso sul mercato agli inizi degli anni Cinquanta ma oggi non è più così diffuso come un tempo, viene lucidato con il disco di stagno ed allumina. Anche se è una pietra abbastanza tenera, presenta una dispersione ben sette volte più grande di quella del diamante, che ne fa risultare una gemma meravigliosa. Avendo una birifrangenza molto elevata, ha un bellissimo “fuoco” e una notevole lucentezza superficiale.
Per mitigare un po’ questi effetti, si cerca di orientare la pietra in modo che l’asse ottico risulti ad angolo retto rispetto alla tavola superiore e così la pietra osservata dall’alto non apparirà così sfocata.

Lo smeraldo sintetico richiede un’operazione di taglio e lucidatura leggermente diversa da quella dello smeraldo naturale. Si taglia con disco a 600 o 1200 gritt e si lucida con disco stagno e polvere di allumina. Non è sensibile al calore.

Lo Yag, creato in laboratorio per l’industria del laser, non crea problemi di taglio. Se il materiale viene tagliato correttamente, ne risultano delle pietre molto belle e quelle incolori si avvicinano molto all’aspetto del diamante. Il materiale colorato, specie quello verde, è molto bello e può risultare abbastanza simile al granato verde (Tsavorite).

Lo Spinello sintetico è una gemma molto comune in gioielleria, è un materiale limpido, incolore o colorato. Quest’ultimo viene usato per sostituire lo zaffiro, l’acquamarina, il peridoto e altri. La fabulite, invece, è un materiale incolore, troppo tenere per essere usato con buoni risultati in gioielleria. Ha un indice di rifrazione molto alto, come pure la dispersione e questo gli conferisce un aspetto meraviglioso, anche se la bassa durezza ne fa un pietra poco resistente. Il materiale viene usato talvolta nelle doppiette, con fabulite nel padiglione e corindone sintetico nella corona. Se ben tagliate, queste pietre risultano delle buone imitazioni del diamante.

Un materiale che invece ha invaso il mercato negli ultimi anni, è la zirconia cubica. Essa non è altro che una modificazione della djevalite, con aggiunta di ittrio per mantenere costante il calore. Elevata è la sua durezza.

Il quarzo idrotermale, avendo le stesse caratteristiche chimiche e ottiche del corrispondente naturale, viene lavorato come la sua controparte e precisamente si lucida con il disco di fenolo e ossido di cerio. Talvolta nella fase di lucidatura può creare qualche problema per la formazione di graffiature. In tal caso si deve cambiare la posizione di lucidatura sul disco.

Fra le pietre sintetiche, recentemente prodotte, siamo in grado di proporre la Siamite, che possiede una serie di caratteristiche innovative, utili nella produzione di gioielli e oreficeria. In particolare la sua eccezionale resistenza a temperature elevatissime: la Siamite infatti è in grado di sopportare addirittura fino a 1500° e questo gli permette di poter essere pienamente utilizzata nei processi di pre-incassatura, mediante tecnica di microfusione.

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