Le rocce ignee

Le rocce ignee o magmatiche hanno origine dalla solidificazione di un magma incandescente, che si forma all’interno della Terra a causa della fusione totale o parziale delle rocce esistenti nella crosta inferiore e nel mantello superiore. Le rocce ignee sono le più abbondanti sulla crosta terrestre, infatti costituiscono il 65% del suo volume.

A causa del calore interno del nostro pianeta, in profondità, si produce un materiale totalmente o parzialmente fuso, conosciuto come magma, che è formato da minerali silicati, vapore acqueo e gas sciolti. Il magma, che all’interno può raggiungere temperature superiori ai 1200° C, tende a risalire in superficie a causa dell’attività geologica. Durante il tragitto si raffredda e la perdita progressiva di temperatura produce la cristallizzazione dei minerali che daranno luogo alle rocce ignee.
I primi che cristallizzano sono quelli che presentano un punto di fusione più alto, vale a dire che hanno bisogno di una maggiore temperatura per passare allo stato solido come l’olivina, i pirosseni e gli anfiboli. Questi minerali di alta temperatura sono conosciuti anche come minerali ferromagnesici o mafici, a causa dell’elevato contenuto di ferro e magnesio. Successivamente, si formano minerali con punti di fusione sempre più bassi fino a completare la consolidazione del magma. I minerali a bassa temperatura sono i silicati non ferromagnesici o felsici che contengono più alluminio, potassio e calcio rispetto al ferro e al magnesio.

Le tessiture
La tessitura delle rocce ignee dipende in buona misura dalla velocità di solidificazione del magma. Con un raffreddamento lento, come quello prodotto all’interno della crosta, ci sarà tempo sufficiente perché si formino grandi cristalli. Al contrario, un raffreddamento rapido in superficie dà luogo a cristalli di piccola misura. Nonostante ciò, il raffreddamento di un magma solitamente è progressivo; per questo i cristalli possono avere misure e morfologie differenti. Una roccia nella quale tutti i cristalli hanno uguale grandezza è detta di tessitura equigranulare, tipica delle rocce plutoniche come la diorite. Invece, se i cristalli hanno grandezze differenti, la roccia è detta inequigranulare. Un caso estremo di questo tipo di tessitura è quella nella quale si osservano cristalli di grande misura circondati da altri molto piccoli oppure da vetro: si parla quindi di tessitura porfirica. In questo tipo sono incluse le rocce vulcaniche come la riolite. Infine, si hanno casi il cui tempo di raffreddamento è stato così veloce che non si sono formati cristalli, ma vi è solo una struttura amorfa, come ad esempio per l’ossidiana.

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