Le inclusioni

Molti minerali al loro interno contengono delle sostanze estranee che erano presenti sul luogo della loro formazione. Queste sostanze, chiamate inclusioni, non fanno parte della struttura della pietra. La loro origine è estremamente variabile, le più comuni sono minerali che vengono inglobati da altri (inclusioni solide), ma possono essere anche sostanze liquide o gassose (inclusioni fluide). In molte di queste ultime inclusioni, si verifica la compresenza di più stati: sono dette bifasiche quelle in cui se ne verificano due, mentre trifasiche quelle in cui vi sono tutte e tre.
In generale, nel momento in cui si formano dei minerali magmatici, le inclusioni fluide sono liquide. Il graduale raffreddamento provoca fasi diverse (solide, liquide e gassose), che si stabilizzano man mano che si abbassa la temperatura.
Ci sono alcune inclusioni che sono tipiche di determinati giacimenti e che forniscono informazioni sul luogo di provenienza. Ad esempio, gli smeraldi provenienti da alcuni giacimenti colombiani come Muzo, Coscuez e Chivor, sono caratterizzati da determinate inclusioni solide e trifasiche che ne rendono inconfondibile la provenienza: le inclusioni solide degli smeraldi di Chivor sono composte da albite e pirite, quelle di Coscuez da carbonato di cesio e quelle di Muzo da parisite, calcite e carbone.

Tipologie di inclusioni
Relativamente alla genesi dei minerali, si distinguono due tipologie di inclusioni basate sulla correlazione fra il momento della formazione e l’esemplare che la contiene. Si dicono primarie le inclusioni che si sono formate contemporaneamente al minerale, secondarie quelle formatesi successivamente.
Le inclusioni primarie hanno una comune origine con il cristallo che le ingloba, poiché la loro formazione avviene immediatamente prima di quella di quest’ultimo. E’ primaria la maggior parte delle inclusioni solide e tutte quelle fluide che non sono in relazione con la struttura. Un esempio può essere il quarzo rutilato: è un quarzo che contiene molti piccoli cristalli di rutilo che si è formato nel magma all’interno della Terra dove, cominciando a cristallizzare, abbassandosi man mano la temperatura, vi si è formato il quarzo che ha inglobato il rutilo. Le inclusioni secondarie si trovano nei piani o nelle fessure del cristallo in cui si può verificare uno scambio di sostanze successivo alla formazione. L’apofillite, ad esempio, è un minerale secondario di origine idrotermale.

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