Gioielli orientali

In Oriente, più che in ogni altra parte del mondo, i gioielli fanno parte della vita quotidiana tanto che in India li facevano spesso gli orefici ambulanti, che recavano i ferri del mestiere di casa in casa.
I gioielli di Jaipur consistevano in gusci d’oro quasi puro, riempiti di lacca, con gemme intarsiate sul davanti, e sul retro smalto a colombe, pavoni, fiori di loto e garofani nella gamma del bianco, lavanda, verde scuro, azzurro e rosso brillante.

Ogni parte visibile del corpo era decorata del suo gioiello: gli uomini portavano al braccio la bazuband, placca legata con nappe di seta, dov’erano incastonate nove gemme differenti che formavano una figura magica. Il sarpesh era legato attorno al turbante,e  si portava con una penna magnificamente ingioiellata. L’anello da pollice aveva un doppio scopo, di sapore sinistro:di proteggere il pollice dell’arciere quando lanciava la freccia, e di mantenere la presa sulla corda che serviva a strozzare i condannati. I gioielli femminili erano ancora più complicati:una mezzaluna detta chad bina per la fronte, un gioiello in forma di crisantemo per i capelli, una pietra preziosa infilata nella narice, e pendenti pesanti in forma di campana, o di pesce nelle orecchie. Negli anelli da caviglia, cavi all’interno, s’infilavano pallini di piombo, in modo da produrre un tintinnio ritmico quando la danzatrice si muoveva, e spesso c’era anche un anello su ogni alluce. I bracciali kara terminavano con teste contrapposte di strani uccelli, tigri o elefanti, con la bocca aperta a mordere un frutto esotico.

Da Delhi provenivano le giade intarsiate, di disegni a foglie d’oro e di rubino, e Cuttack era invece famosa per le belle filigrane. Altra tecnica è il cosiddetto smalto di Pertubghur, a scene di caccia intagliate e cesellate in foglia d’oro e fatte penetrare per fusione nella superficie di un vetro verde. I gioielli del Nepal sono scene del pantheon buddhista in altorilievo d’oro, o di rame dorato, ornate di lapislazzuli e turchese, di carattere più prossimo ai gioielli tibetani che a quelli dell’altro importante vicino, l’India.

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