La fluorite e il gruppo degli alogenuri

Gli alogenuri sono, in genere, minerali con una composizione chimica semplice, formati per cristallizzazione in mari o laghi salati, come formazioni secondarie o come prodotti di sublimazione di vulcani.
Sono formati da elementi alogeni (fluoro, cloro, bromo e iodio) e metalli. Si dividono in quattro gruppi, il più importante dei quali è costituito dagli alogenuri semplici (un alogeno e un metallo) fra cui vi è la fluorite (ma vi è anche il salgemma e la silvite).
Gli alogenuri che cristallizzano nel sistema cubico (come la fluorite) sono quelli che presentano un legame ionico più puro, che trasmette ai minerali determinate proprietà fisiche: bassa durezza, ridotto peso specifico, punti di fusione relativamente alti, cattiva conduzione termica ed elettrica. Molti alogenuri sono solubili in acqua, ma non i fluoruri. Inoltre, solitamente, sono trasparenti e incolori, anche se la presenza di impurità determina delle colorazioni.
Fra questi casi rientra appunto la fluorite, che è trasparente anche se si presenta con un’ampia varietà di colorazioni in base alle impurità contenute nei cristalli. La maggior parte dei campioni di fluorite poi è fluorescente sul violetto. Questo fenomeno si chiama appunto “fluorescenza” proprio perché prende il nome dal minerale con questa caratteristica. La fluorite, per i suoi colori vividi una volta lucidata, è stata impiegata, sin dall’antichità, per la realizzazione di oggetti ornamentali. Gli antichi egizi, ad esempio, l’hanno utilizzata per statue e scarabei intagliati, e ancor oggi può avere svariati utilizzi in ambito di moda e gioielli.
In Europa sono famose le fluoriti viola, verdi e bianche del Cumberland e del Derbyshire, quelle gialle di Wolsenberg, le rosa del Gottardo, le viola e verdi della Spagna. In Italia sono apprezzate le limpide e incolori delle Alpi

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