Il taglio nelle pietre preziose

Il tagliatore di pietre preziose, o lapidario, con il suo lavoro può accentuare e migliorare la bellezza del materiale su cui opera. Per far questo deve conoscere le specifiche caratteristiche delle pietre da lavorare, la durezza, il fuoco interno o birifrangenza, come anche saper analizzare possibili difficoltà, come possono essere inclusioni e impurità.
Le gemme sono apprezzate soprattutto per le loro caratteristiche ottiche, ossia quelle che ne determinano il colore, la lucentezza, il fuoco, la luminescenza: tali proprietà derivano dalla struttura cristallina interna del minerale, e il tagliatore deve operare di conseguenza per saper valorizzare con il taglio tutte queste caratteristiche. Difatti l’arte del taglio deve far risaltare le migliori qualità, anche se questo può implicare una leggera perdita di peso (compensata comunque da un considerevole aumento del valore).

I cristalli hanno origine da rocce fuse o in soluzioni acquose e la loro dimensione dipende dal tempo che impiegano a formarsi: quanto più lento è il processo, maggiore sarà la dimensione del cristallo e più visibile la sua forma. Alcuni cristalli sono così perfetti allo stato naturale da non aver bisogno di nessun tipo di trattamento. Eccetto questi pezzi unici, è necessaria un’accurata lavorazione.

Un importante aspetto è dato dai fenomeni ottici: quando la luce incontra la superficie di una gemma, una parte viene riflessa mentre il resto penetra nel minerale. Passando da una superficie all’altra questa luce si riflette; in quasi tutte le gemme la luce riflessa si divide in due raggi. Anche se questo fenomeno, chiamato birifrangenza, non viene percepito dai cristalli, il tagliatore deve tenerlo presente, affinché il risultato non sia una gemma scura o poco brillante. Le pietre di colore chiaro, per esempio, devono essere tagliate in forme grosse per forzare la luce a percorrere un cammino più lungo e conseguire così tonalità più intense. Al contrario, quelle che assorbono molta luce, più scure, devono essere sfaccettate o lucidate in sezioni molto più fini, dandogli una forma concava nella parte inferiore per permettere alla luce di compiere un percorso più breve, ottenendo una tonalità meno scura.

Infine ci sono le inclusioni: sono poche le gemme che non hanno inclusioni riconoscibili all’interno. In alcuni casi, come per l’occhio di gatto,, queste aggiungono valore alla pietra, mentre in altri la svalutano. Le irregolarità del cristallo possono essere causate da solidi, liquidi o gas rimasti intrappolati durante la sua formazione anche se, a volte, è possibile che si tratti di fenditure, fessure o fratture successive. La presenza o l’assenza di inclusioni influisce sul taglio e sulla dimensione che si sceglierà per ogni singola pietra. Le imperfezioni, inoltre, influiscono sulla trasparenza, altro fattore che interviene nella valutazione della maggior parte delle pietre preziose; anche la trasparenza può essere impedita da un forte assorbimento del cristallo: è il caso delle pietre traslucide, nelle quali la luce esce molto debolmente e dei casi di assorbimento delle pietre opache.

Share this: