Rocce ignee vulcaniche

Le rocce ignee sono il risultato della solidificazione del magma che si raffredda e si solidifica a diversi livelli di profondità. Dove la crosta terrestre presenta più fessure, il magma può utilizzarle per risalire e arrivare al vulcano in eruzione. In questo percorso, nel passaggio di questi condotti, il magma perde gradualmente i gas che contiene: la lava, arrivata in superficie si raffredda e quindi, come detto si solidifica: la velocità con cui avviene questo fenomeno, determina la tessitura delle rocce che si determinano. Quando il raffreddamento è particolarmente rapido non permette la formazione di cristalli e l’ossidiana è un tipico esempio di queste pietre, che sono un vetro naturale.

Le pietre vulcaniche sono abbondantemente usate anche come pietre ornamentali: l’ossidiana fa parte delle pietre semipreziose ed è molto apprezzata grazie al suo colore nero intenso. Molte altre pietre si formano all’interno di rocce vulcaniche e fra queste possono esserci l’acquamarina, l’ametista, la corniola, la prehnite, i quarzi, l’olivina.

Un’altra pietra utilizzata in ambito di monili e gioielli è la pietra pomice che, invece, è proprio un prodotto eruttivo, ossia fa parte del materiale piroclastico che dal vulcano viene scagliato a grande distanza durante un’eruzione.

Tipi di lava
La lava viene classificata in base alla sua composizione chimica e, pertanto, esistono lave basiche e lave acide. Quelle del primo gruppo sono povere di silice, sono molto fluide e formano colate che possono percorrere distanze chilometriche. Quelle acide hanno invece un alto contenuto di silice, sono molto viscose, quindi si accumulano e si solidificano vicino al punto di uscita dal vulcano. In generale vi è un alto numero di gas  e, per tale motivo, può dar luogo a esplosioni violente.

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