Labradorite


La labradorite prende il nome dal luogo dove fu scoperta nel 1770, la penisola del Labrador, in Canada. Le proprietà cristallografiche e ottiche della labradorite hanno portato alla definizione di differenti sottovarietà, ognuna con caratteristiche ottiche ben precise.

E’ una pietra che possiede durezza 7 nella scala di Mohs ed è resistente, viene quindi lavorata e utilizzata per gioielli (spille, pendenti e collane) ma anche come materiale lapideo per incisioni e sculture.

La sua caratteristica più rilevante in gemmologia è il colore, questa pietra infatti possiede bellissimi riflessi cangianti, chiamata “labradorescenza“: tale proprietà ottica consiste nell’apparizione di fenomeni di iridescenza sulla superficie, causati dalla particolare disposizione dei cristalli che seguono una struttura lamellare. Facendo ruotare l’esemplare su se stesso, infatti, si possono osservare degli splendidi bagliori di luce azzurri, verdi, gialli o rossi, in funzione della faccia che rifrange la maggior parte della luce.

La si trova in molte località: una qualità molto buona proviene dal Kenya ed assomiglia all’ortoclasio di Sri Lanka. Il materiale quasi pulito, migliore con effetto di labradorescenza si trova in Madagascar.
L’Oregon produce una varietà di pietra del sole eccellente (comunemente denominata eliolite) con un bellissimo riflesso rosso e verde. Si suppone che il rosso sia dovuto al rame colloidale, mentre il verde al piombo in una forma metallica trivalente. A scapito di ogni supposizione il verde è dicroico.

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