Proprietà delle pietre

Alcune proprietà fisiche delle pietre, come la frattura, la sfaldatura e la tenacità sono fondamentali da conoscere per le operazioni di taglio e lucidatura.

Tenacità

La tenacità è la proprietà attraverso cui si misura la resistenza alla rottura di una pietra, indipendentemente dalla sua durezza.

Si può definire come il grado di resistenza alla frattura e alla sfaldatura. Questa proprietà dipende dalla coesione tra gli atomi ed è il contrario della fragilità.
Tra le pietre preziose più note, quelle che hanno una tenacità fortissima sono la giadeite e la nefrite (comunemente note come giade).

Sono abbastanza tenaci rubini e zaffiri, mentre presenta scarsa tenacità lo smeraldo. Si dice che il diamante è fragile perché rompendosi si riduce in frantumi, ma di fatto è eccezionalmente tenace.

I minerali in cui il legame predominante è ionico, sono generalmente fragili. Quelli invece in cui il legame è metallico, possono subire una deformazione plastica e sono, tendenzialmente, malleabili, duttili oppure settili. L’oro e il rame sono malleabili e duttili.

 

Frattura

La frattura è tipica delle pietre con legami distribuiti in forma regolare che, avendo un’uguale coesione in tutte le direzioni, si frantumano in superfici irregolari. La frattura può essere di diversi tipi:
– concoide (con superfici curve e lisce, simile all’impronta di una conchiglia pressata sulla sabbia), presente in quasi tutte le gemme, è più evidente e caratteristica nel vetro (esempi di pietre con frattura concoide possono essere: calcedonio, turchese, zircone, peridoto, granato, spinello, diamante, crisoberillo, quarzo);
granulare, tipica degli aggregati cristallini come la nefrite, la giadeite e il lapislazzuli. Questo tipo di frattura è identico a quello che si può effettuare su una zolletta di zucchero;
scheggiosa: è una spaccatura con aspetto fibroso e interessa pietre come l’ematite.
uniforme: ha un aspetto quasi levigato senza tuttavia presentare la regolarità dei piani di sfaldatura.
non uniforme: si tratta di fratture irregolari, particolarmente caratteristiche di perle e coralli.

Sfaldatura

proprietà delle pietre

La sfaldatura è la proprietà posseduta da alcuni materiali cristallini di separarsi secondo direzioni cristallografiche ben precise, dando luogo a superfici piane e lisce. Esempi classici di pietre con bene marcata sfaldatura sono il topazio e la kunzite.

I diversi tipi di sfaldatura sono: perfetta, buona, imperfetta e assente. Quando la sfaldatura avviene in un’unica direzione si dice laminare; se avviene in due direzioni si dice prismatica o tabulare; quando avviene in più di due direzioni, la si definisce a seconda della forma geometrica a cui dà luogo: cubica, ottaedrica (fluorite), romboedrica (calcite).

La sfaldatura è una delle proprietà più importanti da tenere in considerazione nel taglio delle gemme. Il tagliatore deve avere ben presente quali sono i piani di sfaldatura delle gemme che deve sfaccettare.
Nel taglio, infatti, si deve cercare di orientare la pietra, entro il cristallo, in modo tale che l’orientazione delle faccette risulti diversa da quella del piano di sfaldatura, altrimenti le facce orientate secondo tale piano, difficilmente potranno essere lucidate.

Oltre al diamante e al topazio, presentano una facile sfaldatura i feldspati, che danno delle gemme note con i nomi “pietra di luna” e “pietra di sole”. Invece la sfaldatura nei berilli (smeraldo acquamarina), nei corindoni (rubino zaffiro) e nei quarzi risulta molto difficile o addirittura inesistente.

 

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